Wayne Rainey è uno di quei piloti che rimane nella memoria collettiva di chi vive di motociclismo, perchè tutto di lui ha fatto notizia, e tutto di lui ha alimentato il mito.

Statunitense classe 1960 inizia la sua parabola ascendente nel 1983, vincendo in patria il titolo Superbike, che gli vale come passepartout verso il circus europeo, chiamato alla propria corte da un certo Kenny Roberts Senior in classe 250, con pochi risultati. Torna in America, ma il richiamo europeo è troppo forte e nel 1988 si presenta alla griglia di partenza della stagione di classe 500. Nel 1989 Rainey esplode e agguanta il secondo posto iridato, ma è nel triennio successivo che diventa imbattibile e riesce a domare mitici avversari quali Lawson, Schwantz e Doohan.

Le stagioni 1990, 1991 e 1992 lo vedono conquistare altrettanti titoli mondiali, e anche il 1993, vent’anni fa esatti, sembra destinato ad avere lo stesso padrone sul gradino più alto del podio. Ma il destino è beffardo, e toglie a Wayne molto più, e non è poco, di quanto gli abbia dato.

A Misano Adriatico Rainey è vittima di un terribile incidente, il cui risultato è la frattura della colonna vertebrale, che lo costringe alla paralisi della parte inferiore del corpo.

L’americano è però forte come un leone e non si lascia abbattere, sfruttando la funzionalità degli arti superiori per cambiare sport e puntando sui go-kart; Rainey per questa sua classe e per questo suo coraggio si è visto, giustamente aggiungerei, attribuire il nome di una curva sullo spettacolare, e non poteva essere altrimenti date le sue caratteristiche, circuito di Laguna Seca.

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