Non tarda ad arrivare, seppur indiretta, la risposta di Valentino Rossi (foto by InfoPhoto) alle esternazioni di Jeremy Burgess, in un’intervista rilasciata a Rolling Stones: “Arriverà un momento in cui dirò: ok, ne ho abbastanza”.

A dire il vero Valentino non ha una grande intenzione di ritirarsi perchè si sente ancora in forma, e difatti precisa che, pur avendo il contratto in scadenza a fine 2014, l’intenzione sarebbe quella di proseguire per un altro paio d’anni, e chiudere la carriera nel 2016. A patto di essere ancora competitivo, s’intende. Burgess non viene mai nominato, ma è implicito che il riferimento sia anche a lui…

Un Rossi a tutto tondo, che parla volentieri della sua carriera e dei suoi attuali avversari, come Pedrosa, il quale secondo il Dottore meriterebbe, per le sua qualità, di vincere un Mondiale piloti.

Un pensiero ed una punzecchiatura per Stoner, ritenuto un grande talento capace di ottenere dalla Ducati quanto nessun altro sarebbe stato capace di fare, ma una turbativa per il circus al di fuori della pista: secondo Vale, da quando Casey non è più pilota MotoGP, il clima fra i piloti è decisamente migliorato.

Riguardo proprio a Ducati, Rossi a posteriori ritiene di aver commesso un errore aver corso per la scuderia di Borgo Panigale senza aver provato la moto prima di firmare il contratto, data la serie di problemi strutturali riscontrati ed impossibili da sanare per essere competitivi.

In ultimo una parentesi sulla scuola aperta per motociclisti in erba da introdurre al mondo delle corse, rigorosamente italiani per far crescere il vivaio nazionale e assistiti completamente, dalla preparazione atletica, all’attività in pista fino addirittura alla contrattualistica per dar loro le possibilità migliori.