Il presente articolo costituisce l’ideale continuazione del precedente sulla carriera di Giacomo Agostini, in merito al quesito “Meglio Agostini o …..”. Sotto ai puntini di sospensione, il nome nascosto è Mike Hailwood.

MIKE HAILWOOD, abbreviazione dell’altrimenti lungo Stanley Michael Bailey Hailwood, nasce in Gran Bretagna nel 1940, e a differenza di “Ago”, parte con la carriera già spianata in partenza, data la professione del padre, il più importante dealer di moto del Regno Unito, quindi ovviamente favorevole all’interesse per le moto dimostrato dal figlio.

L’inizio della carriera ufficiale per Mike avviene nel 1958, dove concorre in ben tre categorie (250, 350 e in minor misura 500) senza facendosi riconoscere come pilota molto veloce; addirittura dal 1959 le classi dove potevamo trovare Hailwood erano quattro, avendo aggiunto anche la 125. I primi anni sono però inconcludenti, fino al 1961, quando vinse il Campionato Mondiale in classe 250, successo che bisserà nel 1966 e nel 1967; in classe 350 il digiuno durerà più a lungo, conquistò infatti i mondiali del 1966 e 1967. Al contrario in 500 Mike dimostrò di avere maggior feeling con la categoria, portando a casa l’Iride per ben quattro volte consecutive dal 1962 al 1965.

Hailwood ha dimostrato la sua abilità ed il suo coraggio sull’Isola di Man, nel corso del Tourist Trophy, leggendario per la pericolosità del tracciato, dove vinse ben quattordici volte a partire dal 1967; l’ultimo successo risale addirittura al 1978, quando il pilota britannico aveva già 38 anni e interrotto la carriera ufficiale sulle due ruote da dieci anni.

Nel 1968 infatti, Hailwood, decise di passare definitivamente all’esperienza sulle quattro ruote, specialità nella quale non ottenne grandissimi risultati, ma dove si distinse per aver salvato la vita al pilota svizzero Clay Regazzoni, svenuto nella sua auto in fiamme a seguito di un incidente. Protrarrà fino al 1974 la sua carriera, senza mai però dimenticare, vittoriosamente come già detto, il Tourist Trophy in sella ad una moto.

Con nove mondiali di motociclismo conquistati, senza dubbio l’asso britannico è stato uno dei più grandi Campioni di sempre; purtroppo oggi Hailwood non può essere qui a raccontarci le sue gesta, magari passeggiando a braccetto lungo pista con il grande rivale Giacomo Agostini.

Il 23 marzo 1981, a bordo della sua Rover SD1 insieme ai figli Michelle e David, di ritorno a casa, Mike Hailwood si scontra con un camion che stava effettuato un’inversione di marcia irregolare; Michelle muore sul colpo, Mike e David vengono trasportati in ospedale in gravi condizioni. David sopravvive, mentre il Campione, dopo due giorni di agonia per le ferite riportate, spira.

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