Si è tenuto oggi a Roma il Test sulla Mobilità, un progetto europeo promosso dalla FEMA (Federation of European Motorcyclists’ Associations) e realizzato in Italia dalla Federazione Motociclistica Italiana. Lo scopo dell’iniziativa, che entro settembre si svolgerà anche in altre città europee, è quello di promuovere l’utilizzo delle ruote a motore per migliorare la circolazione urbana.

Sono stati impiegati diversi mezzi su un percorso di 17.5 chilometri uguale per tutti. Un’auto, una moto, un ciclomotore e un utente dei mezzi pubblici, sono partiti alle 8.30 di questa mattina da via Marco Stazio Prisco (zona sud-est della Capitale) con destinazione viale Tiziano 70, sede della FMI. Regola fondamentale per il buon esito del test, il completo rispetto del Codice Della Strada.

I tempi di percorrenza sono stati rilevati da un funzionario della FMI con dei cronometri satellitari: Roberto Leardi, presidente del Vespa Club d’Italia, ha coperto i 17.5 chilometri in 41 minuti alla guida di un ciclomotore. 120 secondi in più sono stati impiegati dal Formatore di Educazione Stradale FMI, Andrea Borelli, in sella ad una moto da 600 cc. Marco Summa, formatore di Educazione Stradale FMI anche lui, è arrivato in sede in 59 minuti prendendo tre mezzi pubblici diversi (autobus, metropolitana e tram) mentre Francesca Marozza, Responsabile del Dipartimento di Educazione Stradale FMI, ha concluso il test in 69 minuti con l’automobile. Non è stato calcolato solo il tempo impiegato, ma anche i costi: con l’auto è stato necessario pagare 4 euro di parcheggio per la giornata lavorativa (7,50 euro in tutto) mentre il biglietto dei mezzi pubblici è stato comprato al prezzo di 1.50 euro; per il ciclomotore sono stati spesi 1,50 euro in benzina, mentre la moto è costata il doppio.

All’arrivo era presente il Presidente della FMI, Paolo Sesti: “Questa esperienza ha dimostrato ancora una volta che coprire un determinato percorso su ciclomotore  o motociclo permette di risparmiare tempo e diminuire l’inquinamento. Spero che le autorità tengano conto di questo test nelle normative, che dovranno emanare in futuro, relative alla circolazione urbana dei mezzi a due ruote”.

“Come previsto, con l’automobile sono stata l’ultima ad arrivare – ha spiegato Francesca Marozza -. E’ un risultato che evidenzia quanto la mobilità a due ruote a motore possa dare una mano alla circolazione stradale e alle spese di ognuno di noi. Una volta effettuati i calcoli del caso vedremo che in scooter o in moto si spende e si inquina molto meno che in auto. Noi siamo stati i primi a farlo, ma nei prossimi due mesi questo esperimento si svolgerà in diverse città europee, cosicché potremo studiare un panorama più ampio possibile della mobilità. A settembre, poi, porremo all’attenzione dell’Unione Europea i risultati conseguiti, che potranno essere utili per promuovere delle politiche di incentivazione all’uso delle due ruote a motore”.