Esistono moto che nell’immaginario collettivo assumono sin dalla propria nascita un’aura mitica e leggendaria; sarà per la linea, sarà per le prestazioni, sarà per le qualità di guida, o per il nome evocativo. Certamente la Suzuki GSX-1300, con il suo appellativo Hayabusa, ha sempre rappresentato la somma perfetta di questi fattori. Diciamocelo, nel comparto motociclistico il nome conta parecchio, cosa sarebbero state la Kawasaki ZX senza il suffisso “Ninja” o la vecchia Honda CBR 1100 senza quello “XX Fireblade”? Moto eccellenti, ovvio, non sarebbe cambiato nulla, ma con il nome giusto hanno raggiunto l’immortalità collettiva.

Certo, il nome non basta, e infatti la Hayabusa ha sempre rappresentato il gotha tecnico, prestazioni semplicemente spaventose (ricordiamo la prima serie capace di toccare, a livello di dato dichiarato i 312 km/orari, record assoluto per una stradale di serie), una linea inconfondibile, una guidabilità senza pecche su tutti i tipi di percorso, insomma il top che un cliente top possa aspettarsi.

Ebbene, dopo 14 anni di onorata carriera vissuti con un progetto ancora aderente all’originale, che la dice lunga sulle qualità del prodotto iniziale, la GSX-R 1300 si rinnova, e rinnova la propria sfida su quale sia “la migliore del reame”; per carità, il ventaglio di concorrenti non è amplissimo, anzi si riduce alla sola Kawasaki ZZ-R 1400, ma in un segmento dove più in su non esiste nulla, se non si vuole sconfinare in campo aeronautico.

Attenzione, per rinnovamento non parliamo di rivoluzione copernicana, quanto piuttosto di affinamenti per sfruttare al meglio questo gioiello di tecnologia; in primis spicca l’adozione dell’ABS unitamente alle pinze radiali monoblocco Brembo, che potrà anche non piacere ai puristi, ma date le prestazioni è un plus fondamentale per la sicurezza attiva.

Altro perfezionamento riguarda l’alimentazione, che si avvale di quattro corpi farfallati con doppia farfalla (sistema SDTV, Suzuki Dual Throttle Valve), con ciascuno dei due iniettori gestiti da una centralina elettronica a 32 bit. Il tutto è coadiuvato dal sistema “PAIR” che inietta aria fresca nei condotti di scarico per migliorare consumi ed emissioni inquinanti.

Confermata l’ormai quasi ovvia possibilità per il driver di selezionare tra tre diverse mappature della centralina a seconda dell’uso della moto.

Come di consueto le prestazioni della Hayabusa sono solo presumibili, dato l’accordo di non belligeranza fra le Case del Sol Levante, quindi velocità poco al di sotto dei 300 km/orari (299?) e accelerazione da 0 a 100 km/orari in circa 3 secondi. Nuovo prezzo di listino importante ma commisurato al pacchetto tecnico: € 15.500,00

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