La giornata di oggi, lunedì 14 ottobre 2013, è la giornata in cui più che ogni altra cosa si leva alto un sospiro di sollievo, dopo la grande paura vissuta ieri in Moto2.

Ancora una volta Sepang, il maledetto tracciato che poco meno di due anni fa ha visto andarsene Marco Simoncelli, ha rischiato di mietere altre vittime; una spaventosa carambola, che ha coinvolto diversi piloti, che in un battito di ciglia ha fatto temere il peggio, vista anche la crudezza delle immagini tv. Che invece, grazie al cielo, non ha avuto conseguenze, se non di piccola entità.

Ma andiamo per gradi, la gara è appena iniziata, siamo nel corso del primo giro, quando improvvisamente il centauro spagnolo Axel Pons, urtato da Torres, scivola rimanendo insieme alla sua moto praticamente a centro pista; in pochi decimi di secondo sembra scatenarsi l’inferno, con quattro piloti che piombano sulla moto di Pons senza poterla evitare.

Lo schianto è terribile, oltre a Pons volano a terra, fra pezzi di moto che vanno in frantumi e si spargono come a seguito di un’esplosione, anche Immammuddin, Iturrioz, Kraisart e Zaidi; viene immediatamente esposta la bandiera rossa, mentre tutti restano con il fiato sospeso, sperando e pregando che siano tutti illesi.

Così è, nessuno dei piloti coinvolti ha riportato serie conseguenze, se non qualche ovvia contusione, e questo è già un piccolo miracolo, soprattutto grazie al fatto che il primo a cadere, Pons, non è rimasto contiguo al proprio veicolo, ma è scivolato di qualche metro in avanti, diversamente sarebbe stato investito in pieno.

Pur non potendo attribuire nel caso specifico alcuna colpa al tracciato, Sepang si conferma pista pericolosa e sfortunata anno dopo anno.

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