Domenica bestiale per lo scudiero della Kawasaki, nonchè sempre più leader della classifica generale Tom Sykes, che anche in Gara2 a Magny Cours non incontra nè avversari nè ostacoli di sorta nell’andare a tagliare il traguardo in prima posizione.

Se in Gara1 il centauro inglese aveva incontrato un’ostinata resistenza dell’avversario al titolo, Sylvain Guintoli, nella seconda manche la sua prestazione annichilisce, annienta, annulla, insomma vedete voi quale verbo trovate più adatto nella famiglia semantica della distruzione, tutti gli avversari; un dato su tutti, che rende l’idea dell’impresa, undici secondi di distacco dal secondo classificato Eugene Laverty.

Tanto vale concentrarsi quindi su ciò che è avvenuto alle spalle del Titano venuto dalle terre d’Albione, che tutto sommato c’è anche stato da divertirsi…Primo motivo di divertimento è la lotta serrata fra Laverty e Guintoli, bagarre non solo per quanto riguarda la pletorica piazza d’onore in quel di Francia, ma anche per quella più importante del mondiale. Ebbene, dopo una sequela di botta e risposta fra i due, l’epilogo è stato tragicomico, con Guintoli che scivola con l’anteriore e cade, e simultaneamente Laverty che in uscita dalla stessa curva va in powerslide e viene disarcionato dalla moto, il tutto accaduto in dieci metri; non fosse che una caduta non è mai una bella situazione, bisogna riconoscere che l’assenza di danni ai piloti dovuta alla velocità d’impatto quasi zero, ha dato vita ad una scenetta degna delle migliori gag comiche di Stanlio e Ollio.

Fatto sta che la gara è stata interrotta immediatamente, data anche la quantità di pioggia che aveva iniziato a scendere sul tracciato, congelando quindi la seconda posizione di Laverty e la terza di Guintoli, che devono anche ritenersi fortunati, perchè così non fosse stato si sarebbero spente anche le ultime residue, matematiche, speranze, di riprendere Sua Maestà Sykes in classifica iridata. Stando così le cose i distacchi sono quindi di +37 punti su Laverty e +38 su Guintoli. Certo, a dirla tutta tutta, trattandosi della seconda parte dell’ultimo giro, si può dire che la Direzione Gara abbia concesso la grazia ai due inseguitori, che forse un finale di stagione ancora minimamente aperto è più attraente di uno con il risultato già acquisito…poi per carità, la sicurezza è cosa sacra, e su questo nulla da opinare.

Altro motivo di divertimento, almeno per noi italiani, l’altra splendida prestazione di Davide Giugliano, ancora quarto sotto la bandiera a scacchi, che sopperisce alla ormai quasi consueta prova incolore dei compatrioti, Melandri in primis che chiude al settimo posto.

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