Tutto si può dire tranne che le gare di Superbike terminino in modo banale, fra incidenti, maltempo, bandiere rosse, il colpo di scena è dietro l’angolo; anche Magny Cours conferma la regola, e stavolta la corsa è stata interrotta dalla presenza di una moto, quella di Mark Aitchison, in fiamme sulla carreggiata a tre giri dalla bandiera a scacchi.

Imprevisti che peraltro in questo momento sono perfettamente ininfluenti sul risultato finale, almeno per quanto riguarda il primo posto, saldamente occupato da Tom Sykes, che anche sul tracciato francese mette tutti in riga e vince con un tranquillizzante distacco sul pilota di casa, l’orgogliosissimo Sylvain Guintoli, peraltro in splendida condizione.

Sykes ha preso il comando della gara da subito, contrastato efficacemente da Guintoli per un buon tratto di gara, ma ha preso il largo imponendo un’andatura forsennata (tanto che a fine gara ha dichiarato di aver guidato totalmente al limite, senza aver più margine da poter spendere), regalando al pubblico il solito grande show, fatto di guida calibratissima ma altamente spettacolare, non raramente condita da coreografici powerslides in uscita di curva.

Coerentemente con la classifica generale si piazza sul terzo gradino del podio Eugene Laverty, mentre si conferma in un momento magico il nostro Davide Giugliano, quarto all’arrivo. Dopo una stagione travagliata per i nostri colori fa piacere trovare direttamente al seguito anche Marco Melandri, Michele Pirro e Michel Fabrizio.

Risorge, almeno parzialmente, Leon Haslam, che piazza la zampata che gli consente di chiudere all’ottavo posto, un piccolo miracolo se consideriamo l’infortunio e le continue cadute delle ultime apparizioni iridate.

Con questa ulteriore vittoria Tom Sykes porta il gap da Guintoli a 29 punti, il quale riprende il secondo posto mondiale ai danni di Laverty.

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