Ci sono eventi e personaggi nella storia del motociclismo che, nonostante l’inesorabile scorrere del tempo, rimangono nella memoria collettiva come se il tempo stesso si fosse fermato.

Gli eventi ed i personaggi in questo caso si intrecciano in un tragico e fatale destino, manifestatosi crudelmente 40 anni fa esatti, nel 1973, precisamente al Gran Premio di Monza, classe 250. Stiamo parlando di Renzo Pasolini, detto “Paso” e Jarno Saarinen.

Renzo Pasolini nasce nel 1938 in quella che tradizionalmente è la terra dei motori, la Romagna, e precisamente in quel di Rimini; alle gare in moto arriva tardi, a vent’anni, nonostante il papà fosse un corridore, ma dimostra subito un talento innato per le due ruote, forse troppo innato, dal momento che la conduzione del veicolo avviene più per istinto che per calcolo, tanto da indurlo spesso in errore. Tant’è, questo suo stile personalissimo e sregolato lo porta non solo ad essere amatissimo dal pubblico, ma a trovare quale vero avversario quello che si sarebbe poi rivelato il più grande campione di tutti i tempi, Giacomo Agostini, oltre al fortissimo inglese Mike Hailwood; le battaglie con “Ago” in pista sono accesissime, e solo la gestione gara più oculata di Agostini non permette a Pasolini di ottenere risultati maggiori, che a livello di talento i due sono praticamente equivalenti. Durante praticamente tutta la sua carriera, purtroppo priva di titoli mondiali, resterà legato al marchio Benelli.

Jarno Saarinen nasce in Finlandia nel 1945, nel paese di Turku, ed inizia la pratica del motociclismo in giovanissima età; involontariamente pittoresco, si reca sui campi di gara caricando la moto su un carro funebre, veicolo dell’impresa di famiglia e unico abbastanza capiente per contenere il proprio mezzo. Jarno è l’anti-Pasolini, metodico, quadrato, calcolatore, pur sempre in presenza di un talento cristallino, primo al mondo mette a punto la postura con gamba aperta ad interno curva, quella che abitualmente ai giorni nostri abbiamo modo di vedere applicata da tutti i piloti ed introduce il concetto di derapata in staccata. A differenza di Renzo Pasolini riesce a conquistare un titolo mondiale, classe 250, nel 1972. A titolo di curiosità il pilota di Formula1 Jarno Trulli deve il suo nome proprio in onore di Saarinen, di cui i genitori erano tifosi.

Il Paso e Saarinen, fra i più forti piloti del tempo e fortemente indiziati per la vittoria del campionato mondiale di categoria 250, trovano la morte insieme, il 20 maggio del 1973, nello stesso incidente; Paolini perde il controllo al Curvone nel primo giro, si schianta contro il guard rail esterno e l’urto rende di fatto impossibile ogni tentativo di rianimazione successiva, la sua moto rimbalza sempre sul guard rail tornando in pista come un missile a mezz’aria e centrando al volto Saarinen, sfigurandolo e di fatto uccidendolo quasi sul colpo, non prima di essere involontariamente vilipeso da altri piloti che strazieranno il suo corpo investendolo.

Renzo Pasolini ha 34 anni, Jarno Saarinen solo 27. Oggi la loro memoria è immortale.

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