Il presente articolo costituisce una specie di trait d’union fra due altri pezzi scritti in precedenza, ovvero quello sulle Turbo giapponesi anni ottanta e quello inerente l’imminente lancio della Honda RC-V1000, accomunati da particolarità tecniche particolarmente spinte nella storia del motociclismo. Andremo oggi a parlare di una meteora, che però è rimasta nell’immaginario collettivo degli appassionati, nel bene e nel male: la Honda NR750 Pistoni Ovali del 1992.

Questa versione totalmente fuori dagli schemi venne introdotta sul mercato dalla Casa nipponica sulla scorta di un fallimentare tentativo di portare nelle gare un motore a pistoni ovali, ottenuti dalla fusione di quattro coppie di pistoni tradizionali, nell’impossibilità regolamentare di proporre un motore otto cilindri; il propulsore, peraltro, aveva caratteristiche tipiche di un otto cilindri, ad esempio il numero di bielle, in questo caso due per ogni pistone in luogo della biella singola dei cilindri “tondi”. Il flop fu clamoroso, le NR500 (sigla che sta per New Racing) non ottennero nemmeno un punto iridato, e per la lentezza della moto e per l’inaffidabilità meccanica. Non paga Honda tentò poi l’aumento di cilindrata a 750cc per le gare di durata, quali la Le Mans, dando vita appunto alla NR750, dove si vide qualche risultato.

Fedele a se stessa, Honda decise di trasformare la NR750 in una versione stradale, che ne riprese il nome, e che a listino figurava come NR750 Oval Piston, nome estremamente suggestivo, al pari delle caratteristiche stesse della moto; correva l’anno 1992, ed il suo arrivo creò un enorme scalpore presso pubblico e critica.

Capace di erogare 125CV, per una velocità dichiarata di 260 km/orari, si poneva su un livello prestazionale sconosciuto alla concorrenza e proponeva soluzioni tecnologiche e di dotazione fuori catalogo: strumentazione tridimensionale (una sorta di antesignano dell’Head Up Display), forcella regolabile, cerchi in magnesio, cupolino con trama in titanio (che determinava la tipica colorazione azzurra), verniciatura speciale. Oltretutto, da un tentativo riuscito di record effettuato a Nardò da Loris Capirossi, la Pistoni Ovali di serie toccò la straordinaria velocità di punta di oltre 299 km/orari, superiore di quasi 40 km/orari rispetto al dichiarato e valore che le consentì di entrare nel Guinness World Record.

Cosa impedì alla NR750 Oval Piston di ottenere un successo straordinario, date le qualità espresse? Forse non ci crederete, ma il prezzo stratosferico dei 322 esemplari prodotti, era di 95.500.000 lire! Giusto per dare un’idea della componentistica, la sola vernice costava un milione di lire al chilo!

Si vocifera che di questi 322 esemplari, molti vennero acquistati in coppia da facoltosi clienti, una per l’uso effettivo e l’altro da tenere ferma come oggetti di culto/arredamento in casa; oggi il suo destino non è cambiato, anzi le quotazioni sono ulteriormente salite, tanto che una delle ultime intercettate in vendita, nel 2010, era proposta dal propritario, praticamente nuova, a circa 105.000 sterline!

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