Una cosa è certa, vedere Dani Pedrosa nero di rabbia non è cosa usuale, nè tantomeno lo è il fatto che dopo il GP di Aragon abbia rilasciato dichiarazioni al vetriolo. Ad onor del vero non senza ragione…E l’oggetto dei suoi strali non è solo il compagno di team Marc Marquez, ma anche la direzione gara.

Tutti hanno avuto modo di constatare l’high side di ieri, causato da un contatto con Marquez, impercettibile ma pur sempre contatto, che ha danneggiato il cavo del traction control, a seguito di un “lungo” in frenata del rookie Honda.

Marquez guida troppo al limite, mi ha quasi fatto cadere come fa ormai da tutta la stagione. Mi ha toccato il cavo di traction control e quando ho accelerato sono incappato in un highside”, queste le parole salienti di “Camomillo” .

Non solo, ecco le parole rivolte alla direzione gara, e per direzione gara si intende in senso lato, non solo quella del GP di Aragon: “Negli ultimi anni stanno succedendo alcune cose in pista. Ci sono piloti come io e Lorenzo che sono anni che lo diciamo. Lorenzo e io sappiamo correre al limite, ma non tutto è concesso. Una volta in più, la direzione di gara fa finta di non vedere”.

Pedrosa, probabilmente furioso per aver visto sfumare non solo la gara, ma ogni residua, per quanto flebile, possibilità di concorrere per la vittoria finale nel campionato Moto GP, ha però sollevato un giusto problema, che è quello del comportamento in pista; comportamento che dovrebbe essere regolamentato in modo severo da chi ha il dovere di controllare, pur nella considerazione dei normali contatti che durante una gara possono manifestarsi in modo fortuito.

Non bisogna certo dimenticare che questi ragazzi rischiano ogni weekend la vita, e ne sono tutti ben consapevoli, ma per quanto possibile bisognerebbe fare in modo che questo rischio, per quanto alto, sia mantenuto entro livelli “fisiologici”.

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