Che il settore motociclistico non risponda sempre e comunque a regole dettate dalla razionalità è fatto risaputo, così come è risaputo il fatto che anzi, una certa dose di estro creativo possa condurre a grandissimi consensi di pubblico e critica. Talvolta però ci sono moto che vanno oltre, non che siano meglio o peggio di ciò che già il mercato offre, semplicemente rappresentano qualcosa di diverso. La Motus MST rappresenta uno di questi casi.

Molti si staranno chiedendo chi o cosa sia Motus… Trattasi di una giovane Casa motociclistica fondata nel 2011 a Birmingham, Alabama, dai soci Brian Case e Lee Conn.

Il primo prototipo venne presentato nel 2011, e oggi è finalmente stata presentata la versione ufficiale, ovvero la MST, e la derivata sportiva MST-R, in occasione della Moto GP di Laguna Seca. Bisogna dire che l’inizio della commercializzazione desta qualche perplessità, data la distribuzione soltanto negli States, e con una rete di sole 16 concessionarie. I primi esemplari potranno essere ritirati dai clienti dall’autunno.

Le dichiarazioni di Case sono entusiastiche: ”Da utenti motociclisti quali siamo, vogliamo che la Motus sia in grado di offrire un’esperienza di guida unica dalle 20 alle 90 miglia orarie, che sono le velocità normalmente usate da un appassionato. Anche grazie al pignone a smontaggio rapido la moto è stata testata fino a velocità elevatissime, ma noi ci siamo concentrati più su una corposa erogazione della coppia in un range di giri utilizzabile su strada che vadai 2.500 ai 7.500 giri/min”.

Di certo non si tratta di una meccanica ordinaria, anzi è davvero fuori catalogo, soprattutto per quanto riguarda il motore…derivato dall’8 cilindri in dotazione sulla Chevrolet Corvette! Ovviamente dimezzato e tarato per il funzionamento motociclistico, ha adesso una cilindrata di 1.650 cc e sviluppa 160 CV (sulla MST R sono 180)

Il panel dei fornitori è di tutto rispetto: Ohlins, OZ, BST, Brembo; tutto questo ben di Dio ha un costo abbastanza salato, la versione “base” costerà infatti quasi 31.000 US $, mentre la R circa 37.000 US $. Ciò chiaramente colloca la Motus nel sottosegmento premium di mercato, e che quindi non ha un quadro concorrenziale definito, elemento che potrebbe proiettarla nell’empireo delle moto ambite da facoltosi clienti desiderosi della massima esclusività. Statunitensi aggiungerei, perchè al momento non è prevista la commercializzazione al di fuori del paese dello Zio Sam…

Sarà una scommessa vincente?

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