Piccola provocazione a titolo di cappello introduttivo: è possibile dover aspettare la bellezza di undici giorni dal contatto-non contatto di Aragon fra Marquez e Pedrosa per arrivare ad una semplicissima deliberazione inerente la penalizzazione o meno di una o più fra le parti, arrivando per giunta ad una mediazione salomonica che non accontenta praticamente nessuno? E che anzi, tiene alta la tensione negativa in casa Honda?

A mio modesto avviso no, i fatti erano chiari fin da subito e le parole spese a riguardo non sono stato certo distensive nè hanno contribuito a riportare la concordia nel team giapponese. Una chiarificazione più veloce avrebbe senza dubbio spento i riflettori su quanto accaduto, e una punizione più severa avrebbe riportato la calma non solo all’interno della squadra ma in tutto il circus.

In sunto, cosa è successo? Praticamente niente! Marc Marquez è stato sanzionato con la decurtazione di un punto dalla licenza, e non dalla classifica generale, mentre la Honda si è vista togliere venticinque punti dalla graduatoria costruttori (che sono i punti conquistati da Marquez nel gran premio “incriminato”.

Tutti contenti quindi? Macchè, contento sicuramente Marquez, per nulla Pedrosa, neutra Honda perchè a fronte della non omologazione del risultato ai fini della classifica costruttori, ha potuto contare su un incremento di dodici punti per il riposizionamento di Bautista nella nuova graduatoria “virtuale” costruttori.

Il metro valutativo non ha considerato tanto l’episodio nello specifico, ma ha tenuto conto di una serie di situazioni nelle quali Marquez, durante tutto il campionato mondiale, ha dimostrato di non aver ancora imparato ad essere prudente quanto sarebbe necessario; capibile la fame di vittorie e l’incoscienza dei vent’anni, però correre a certi livelli richiede anche una maturità di un certo tipo. E far approdare un pilota così giovane in una categoria così alta significa dover valutare bene il lato comportamentale, oltre a quello puramente prestazionale.

Leggendo gli articoli di TuttoMoto avrete capito che il sottoscritto nutre grande simpatia per il ragazzo Marquez e stima per le qualità tecniche messe in campo. Devo però dire che sono rimasto molto colpito da una frase detta da Pedrosa dopo la decisione della Direzione Gara, il cui significato è: per la gente a casa che guarda le gare è una figata vedere manovre spericolate e sorpassi a testa bassa, peccato che chi va in pista rischia la vita o anche “solo” di farsi male, perciò certe azioni dai piloti stessi non sono vissute come momenti emozionanti, ma di vero pericolo.

A tal proposito non posso che dar ragione a “Camomillo”, ed effettivamente pur considerando l’effetto positivo dell’arrivo di Marquez in MotoGP con questa sua stagione strepitosa, mi accodo anch’io a chi avrebbe optato per una sanzione più dura.

Nel frattempo fervono i preparativi per il GP della Malesia, sperando che tutti siano più calmi…

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