Forse la cosa più difficile da fare nel documentare questa gara MotoGP di Misano Adriatico è trovare un aggettivo per descrivere Jorge Lorenzo; lascio quindi a voi lettori che avete visto la corsa o anche solo un riassunto di essa l’onere di determinare quale sia la definizione migliore, perchè ognuna, anche la più entusiastica è valida.

Lo spagnolo ha infatti non solo vinto, ma dominato letteralmente, dalla partenza fino alla bandiera a scacchi, la tappa romagnola del circus, infliggendo al grande sfidante Marc Marquez ben 3”379 di distacco. Ma andiamo per gradi.

Scatta il verde e con esso un indemoniato Lorenzo, che nel primo giro mette fra sè e gli altri già 1”300, che di norma verrebbero riassorbiti dagli inseguitori durante la gara, che prima o poi le gomme le si consuma, e invece no, a suon di giri veloci viene ben presto scavato un abisso che non verrà più recuperato.

Più movimentata la situazione nelle retrovie, Marquez commette un errore al quinto giro, lasciando via libera a Pedrosa e Rossi; la defaillance dell’enfant prodige spagnolo viene presto rimediata, e Rossi viene rapidamente passato, mentre il turno di Pedrosa arriva ad undici tornate dal termine, quando Marquez si impossessa della seconda piazza. Sussulto dopo quattro giri, quando Pedrosa ripassa Marquez, forse leggermente rilassato dall’imprendibilità di Lorenzo, ma anche qui le posizioni vengono ristabilite presto, sorpasso spettacolare di Marquez e Pedrosa viene respinto, definitivamente, al terzo posto. Intanto sul traguardo Valentino Rossi, un pò in debito d’ossigeno, arriva con ben quindici secondi di distacco dal leader della corsa, ma con sette secondi di vantaggio sul quinto classificato, Stefan Bradl. A seguire, Crutchlow e Bautista, poi le Ducati inchiodate nelle solite posizioni: Dovizioso ottavo, Hayden nono e un buon Pirro a chiudere la top ten, mentre l’altro ducatista Iannone cade ad inizio gara.

Per quanto concerne la classifica generale, Lorenzo rosicchia qualcosa a Marquez, che però pare non raggiungibile di questo passo, e raggiunge Pedrosa a quota 219 punti.

Ultima considerazione, fatte salve le qualità assolute di Lorenzo: il cambio seamless Yamaha, alla sua prima in gara, non poteva essere protagonista di un esordio migliore, vedremo nelle prossime gare, in funzione dei risultati che verranno ottenuti, se il suo apporto sarà stato significativo o meno. Al momento è presto per dirlo.

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