Non so voi lettori cosa ne pensiate, ma generalmente i giovani fenomeni della motocicletta non risultano quasi mai dei campioni di simpatia, almeno inizialmente; forse è una questione di inesperienza, che poi viene risolta col passare del tempo, ma l’alone di presunzione è quasi sempre presente. Poi c’è l’eccezione, e per il campionato 2013 questa eccezione è Marc Marquez, un ragazzo gradevolissimo, simpatico e gentile, oltre che fortissimo. Tanto da essere estremamente benvoluto e apprezzato a livello umano da Valentino Rossi, che si sa, non da troppa confidenza a tutti…

Alla vigilia del GP di Indianapolis, l’enfant prodige spagnolo parla a 360° del campionato in corso e con molta franchezza del suo stato d’animo, a partire dallo stupore, invero quasi ovvio, per il fatto di aver vinto già 3 gare alla stagione d’esordio.

Con molta maturità Marquez riconosce l’insorgere di una certa pressione psicologica dovuta alle aspettative che si stanno creando intorno a lui, ma con altrettanta maturità riconduce tutto ad un fattore utile, anzi necessaria, per mantenere alta la concentrazione, più che ad una turbativa.

Riguardo all’annosa sfida giapponese Yamaha vs. Honda, Marc vede un sostanziale equilibrio, con prevalenza dell’una o dell’altra a seconda del tipo di tracciato.

Un’ultima battuta su Casey Stoner, e sul suo ritorno come tester almeno temporaneo in sella alla Honda: il talento e la velocità di Casey non possono che aiutarci. Sarà molto importante che continui a provare, questo darà una mano a me e Dani”

L’intervista non poteva che terminare con il parallelismo fra due piloti velocissimi; certo, il grado di simpatia dei due, parere personale, non è esattamente lo stesso e, se non si fosse intuito, per me il gradimento è tutto a favore Marc Marquez.

photo credit: T.Tanabe via photopin cc