Folle gara quella della MotoGP 2013 a Phillip Island, dove per una volta, più che dei risultati sportivi, si parla e si parlerà di altri aspetti.

Partiamo dal dato saliente di questa corsa australiana, cioè l’obbligo di cambio moto, data l’impossibilità della Bridgestone di garantire la sicurezza delle gomme per l’intera gara sul nuovo asfalto del tracciato; inizialmente era stato ipotizzato il cambio moto fra i dodicesimo ed il quattordicesimo giro, con riduzione contestuale dell’intero gran premio di un giro. Si è poi tenuta una linea di maggior prudenza, portando il cambio moto fra l’ottavo ed il decimo giro e riducendo la gara a diciannove tornate, contro le ventisei normalmente previste.

Il secondo aspetto è la squalifica di Marc Marquez, che proprio per l’inosservanza, seppur involontaria e causata da un errore del team, delle regole sottostanti l’obbligo al cambio moto, ha ricevuto la black flag.

Per il resto la gara, nonostante queste particolarità, non ha riservato grosse sorprese ed emozioni, con un Jorge Lorenzo partito subito fortissimo in testa alla corsa, insidiato senza troppa foga dai due piloti della Honda, nell’ordine Marquez e Pedrosa, e dietro un gruppo capeggiato da Rossi che si trova in bagarre con Bautista e Bradley Smith.

Il cambio gomme è il primo momento veramente interessante, ed è divertente notare quale possa essere stato il lavoro di allenamento dei piloti e dei team per espletare l’operazione nel più breve tempo possibile; è così un florilegio di piloti che saltano già dalla prima moto e subito al volo sulla sostituta.

Tutti completano correttamente il cambio, salvo Marquez che inspiegabilmente lo protrae all’undicesimo giro, peraltro in bello stile con discesa e risalita in moto condita da una coreografica giravolta; il regolamento è chiaro, bandiera nera! Prima però di ricevere la squalifica, in uscita dai box, Marquez incorre in una delle sue solite ingenuità, cioè si butta sconsideratamente in mezzo alla pista per ostacolare Lorenzo in arrivo e i due si toccano, senza conseguenze, ma è ipotizzabile una sanzione per il giovane spagnolo della Honda.

Senza sussulti termina la gara con Lorenzo primo, Pedrosa secondo e Rossi terzo. Ciò significa che in classifica mondiale, con ancora due gare da disputare, Lorenzo si ritrova a “soli” diciotto punti da Marquez, e di fatto il campionato, che sembrava chiuso, è tornato ad essere più aperto che mai.

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