Il nome è estremamente evocativo, praticamente un inno: VR46 ed è ovviamente impossibile girarci troppo attorno, stiamo parlando dell’acronimo di Valentino Rossi 46.

Per chi stesse però pensando si tratti, non senza una certa logica, di uno speciale allestimento in chiave sportiva di una moto stradale, è totalmente fuori strada…ciò che si nasconde dietro  questa sigla è qualcosa di molto diverso, e di molto importante, ovvero il nome del team che nel 2014 correrà in Moto3. Il quale, manco a dirlo è di proprietà del Dottore, il quale affiancherà questa nuova avventura alla consueta presenza da pilota in MotoGP.

La nascita del team VR46 è il fortunato connubio fra l’attività di Academy per giovani piloti varata da Rossi e l’interessamento di Sky, che ha caldeggiato l’iscrizione al campionato. Sponsorizzando, si intende.

Valentino ha rivelato che questo passo sarebbe comunque arrivato entro qualche anno, al termine della carriera in sella, ma che proprio per i fattori di cui sopra, l’occasione di anticipare i tempi si è rivelata imperdibile.

Un anticipo sui tempi che non ha impedito alla neonata squadra di partire con un pacchetto tecnico che al momento è allo stato dell’arte, ovvero le moto KTM, che hanno dimostrato sul campo la propria superiorità rispetto alla concorrenza.

Anche per quanto riguarda i piloti, rigorosamente italiani, non si tratta davvero di nomi di seconda scelta, con Romano Fenati e Luca Marini, che ricordiamo essere il fratellastro di Rossi; se Fenati, pur nel travaglio di un campionato Moto3 2013 difficile e avaro di risultati, ha già dimostrato di avere un grande talento ed altrettanta grinta, Marini è una scommessa, che qualcuno potrebbe considerare nepotistica, ma perfettamente in linea con il progetto di legare il team alla crescita di giovani speranze del motociclismo.

Staremo a vedere se Vale sarà in grado di replicare con telemetria e dietro il muretto la carriera straordinaria vissuta casco in testa e a gas spalancato.

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