Da alcuni mesi a questa parte si sta combattendo una battaglia cruenta e silenziosa a Cassinetta di Biandronno (VA), sede italiana del marchio Husqvarna. Cruenta perchè è in atto un vero e proprio braccio di ferro tra le maestranze della stessa Husqvarna e la nuova proprietà KTM (o che dir si voglia Pierer Industrie), e la posta in gioco è molto alta, trattandosi dell’ipotesi di chiusura o meno dello storico stabilimento. Silenziosa perchè questa situazione non ha avuto una grossa risonanza a livello di opinione pubblica e di mezzi di informazione nazionale.

Andiamo con ordine: ad inizio 2013, precisamente a febbraio, Husqvarna viene ceduta da BMW a KTM in maniera quasi del tutto inaspettata, in tempi estremamente rapidi (anche se è impossibile dire da quanto tempo l’operazione bruciasse sotto la cenere) e senza che trapelassero informazioni sui dettagli economici della transazione.

Poco male, si disse a suo tempo, Stefan Pierer, Chief Executive Officer di KTM, aveva credenziali di risanatore di aziende; non a caso proprio grazie alla sua opera KTM era riuscita ad uscire dalla grave crisi in cui era sprofondata nel 2009. Dalle parti di Cassinetta di Biandronno un discreto ottimismo si era levato nei confronti del nuovo proprietario.

Come nei sogni più belli sopraggiunge bruscamente il risveglio, per i dipendenti Husqvarna ben presto è arrivata la doccia fredda; nel giro di un mese Stefan Pierer dichiarava la decisione di chiudere lo storico stabilimento della casa italo-svedese. Nel mese di maggio, con ancor maggior precisione, KTM chiariva che la produzione Husqvarna sarebbe stata conglobata a quella del marchio Husaberg presso il plesso produttivo di Mattighofen, in Austria.

Da allora si è registrata guerra fredda fra la Pierer Industrie AG e le dipendenze italiane della Husqvarna, capeggiate dai sindacati. L’ultimo aggiornamento è di questi giorni, in cui, dopo aver dichiarato di aver rifiutato tre alternative di riqualificazione per Cassinetta, Pierer recede dalla chiusura dell’attività, optando per un’operazione dettata dal momento congiunturale; se ciò può sembrare solo una finezza formale, in realtà per i lavoratori Husqvarna rappresenta un passo importante verso l’ottenimento della cassa integrazione.

Si attendono nuovi sviluppi…Per quel che conta rivolgo a tutti questi lavoratori un mio personalissimo “in bocca al lupo”!

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