Se parliamo di controllo elettronico di stabilità, tutti noi pensiamo all’applicazione in ambito automobilistico, dal momento che ormai praticamente tutte le vetture in commercio ne sono dotate; per chi ha una certa memoria forse questo ausilio alla sicurezza riporterà alla mente il famoso test dell’Alce della Mercedes Classe A una quindicina di anni fa. Alzi però la mano chi assocerebbe quello che universalmente viene conosciuto come ESP (Electronic Stability Program) al mondo delle due ruote…Nessuno vero? E non potreste avere tutti i torti, dal momento che non esiste, o perlomeno non è esistito finora.

Stiamo infatti per assistere ad una prima assoluta, i nomi coinvolti nell’operazione sono KTM e Bosch e la declinazione motociclistica dell’ESP si chiamerà MSC (che con scarsa fantasia è l’acronimo di Motorcycle Stability Program). KTM è stata la prima Casa al mondo a credere in questo nuovo sistema, mentre Bosch, produttrice storica degli ESP, ne ha curato lo sviluppo.

Il funzionamento segue gli stessi criteri automobilistici, agendo selettivamente sui freni in modo da correggere per tempo situazioni di pericolo, o anche di prevenirle, dal momento che il motociclista viene costantemente assistito, in frenata, accelerazione e curva. I sensori deputati al controllo sono di consueto abbinati a quelli dell’ABS, e restituiscono senza soluzione di continuità valori quali angolo di piega e differenziale di velocità fra le ruote, rivelando e rettificando situazioni anomale.

I modelli che inizialmente fruiranno di questa innovazione saranno le versioni 1190 Adventure e Adventure R m.y. 2014, salvo poi estendersi al resto della gamma e, certamente, ad una larga fetta di mercato, anche se la storia dimostra che i tempi di reazione della clientela sono spesso piuttosto lunghi.

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