Anno contraddittorio il 2013 per il settore moto, tante luci e tante ombre, fra rischi occupazionali per sotto-produzione e record mondiali di vendite; un’altalena che rispecchia l’incertezza globale, in attesa di trovare la via giusta per la ripresa.

Fra i vari record di vendite troviamo Honda, che a livello mondiale chiude con il numero, mostruoso, di 16.790.000 fra moto e scooter , impressionante da un punto di vista nominale e ottimo in termini di crescita percentuale, che registra un +8,7% rispetto al 2012.

Parlando di dati scomposti emerge che, nonostante le note sofferenze del mercato, in Italia sono stati venduti ben 36.000 veicoli, per una quota di mercato del 23,6%, in linea con l’andamento europeo, dove le immatricolazioni sono state 164.000.

I mercati più importanti per Honda restano il Nord America, che cresce del +5,5%, l’Asia e l’Oceania con un +10,7% e la Cina con un discreto +5%. Da sviscerare il dato europeo che, pur a fronte di una moderata riduzione nei volumi, ha registrato una crescita in termini di quote di mercato.

Oltre alla lunga storia industriale e commerciale, che rende Honda uno dei brand più riconosciuti a livello planetario, il risultato del 2013 premia anche il continuo miglioramento qualitativo, ottenuto tramite la forza del comparto Ricerca & Sviluppo ed, indiscutibilmente, alla grande annata sportiva, culminata con la vittoria nel Campionato Mondiale MotoGP con Marc Marquez.

Solo per citare alcune innovazioni introdotte nel mondo delle due ruote dal costruttore nipponico, lo Start&Stop (adottato ad esempio su PCX125/150, di cui parleremo più approfonditamente in un prossimo articolo) e il cambio doppia frizione DCT (Dual Clutch Transmission) su VFR 1200F.

Per il 2014 Honda ha il progetto di toccare e, se possibile, superare, i 18.000.000 di pezzi venduti al mondo, senza dubbio obiettivo ambizioso ma a portata di mano, sempre che il mercato ritrovi nuovo slancio.