Tempi duri, durissimi per il mercato motociclistico italiano ed europeo, sia per quanto riguarda la situazione attuale che per le prospettive future. Ne sta facendo purtroppo le spese lo storico stabilimento abruzzese Honda, ubicato ad Atessa (CH), in Val di Sangro.

Nel corso degli ultimi mesi l’azienda ha dovuto ridimensionare il personale, riducendolo di svariate centinaia di unità, principalmente attraverso il sistema dell’incentivazione all’esodo per i dipendenti anagraficamente più anziani e il mancato rinnovo dei contratti interinali di cui si avvaleva, oltre al classico sistema della mobilità per 6 mesi annui. Si è provveduto inoltre alla chiusura integrale del reparto tosaerba, ricollocato all’estero.

Bisogna però dare atto ad Honda la piena intenzione di rilanciare lo stabilimento sangrino, invece di tentare precipitose fughe in massa verso nazioni a più basso costo, con l’attuazione di precisi piani di rilancio. A tal proposito verranno introdotti due nuovi scooter, che saranno disponibili sul mercato a partire dal 2015, per rafforzare il segmento in cui la Casa giapponese già primeggia da tempo con la gamma SH. Segmento crollato a livello di dato composto di mercato Italia, ma che ha visto la quota relativa di Honda aumentare in modo significativo.

Ulteriore azione di rilancio dello stabilimento teatino è una profonda riorganizzazione gestionale, con particolare riguardo all’ottimizzazione della qualità, dei costi e delle consegne, armonizzando le varie funzioni aziendali e le forniture esterne. senza poter prescindere dal know-how costruito in decenni di storia Honda sul territorio. Queste le parole del Direttore del plesso produttivo di Atessa, Yuji Masaki.

Non solo, ma per bocca dello stesso Masaki, il piano di ottimizzazione passerà necessariamente per il rafforzamento della rete di indotto in Val di Sangro, e ciò comporterà quasi sicuramente un aumento dell’occupazione.

Si può presumere che, con grande obiettività, Honda abbia considerato la Val di Sangro come baluardo insostituibile per collocazione geografica, che consente facile accesso sia al Mar Adriatico che al Tirreno, oltre ad essere baricentrica per l’intero Centro Italia, come peraltro già dimostra l’esperienza di Sevel per la produzione dei veicoli commerciali Fiat-PSA, radicata anch’essa da tempo sul territorio.

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