Su queste pagine non ci eravamo fino al momento occupati del tanto discusso “Defend Life” del Corpo Forestale dello Stato e che riguarda molto da vicino i motociclisti. Secondo alcuni anche troppo da vicino…

Cos’è innanzitutto Defend Life, per chi non ne fosse al corrente? Trattasi di un programma di controllo stradale, limitato ai passi appenninici del tratto tosco-emiliano, come ad esempio il Passo della Calla, messo in atto dal Corpo Forestale dello Stato al fine di prevenire e limitare comportamenti pericolosi da parte dei conducenti di motocicli; ciò perchè, specialmente nel weekend, le strade appenniniche si popolano di centauri che usano il nastro d’asfalto come quello di una pista.

Iniziativa lodevolissima sulla carta, la sicurezza e la tutela di vite umane certamente vanno messe sempre in primo piano; tuttavia l’operazione presta il fianco a delle contrarietà, che riportiamo in modo del tutto imparziale.

I veri motociclisti, ovvero quelli che nel limite del possibile rispettano le regole del codice della strada e che si comportano in modo rispettoso verso gli altri e verso se stessi, lamentano infatti un comportamento intimidatorio da parte del Corpo Forestale dello Stato, con controlli e posti di blocco predisposti a soli fini sanzionatori e vessatori. Ancora più fastidioso, e grave qualora davvero si sia verificato, il Corpo Forestale sarebbe dotato di veicoli in borghese che procedono a velocità talmente ridotta da costringere i motociclisti a sorpassi obbligati..il tutto ovviamente filmato da apposita telecamera posto all’interno del veicolo “esca”.

Contro questo sistema di gestione di Defend Life si sono scagliati nell’ordine: i motociclisti corretti, comunque impauriti, gli esercenti (soprattutto baristi e ristoratori) presenti sui passi appenninici oggetto di controlli, che hanno visto crollare il proprio giro d’affari ed infine anche qualche amministratore locale, come il sindaco di Pieve Santo Stefano (AR), Albano Bragagni, il quale si domanda come mai sia la Forestale ad occuparsi del pattugliamento e non la Polizia Stradale.

Insomma, due fazioni, Forestale e abitanti dei paesi dei passi appenninici da una parte, resto del mondo dall’altra; TuttoMoto si pone nel mezzo, sicurezza e vite umane prima di tutto, ma controlli equi che rendano ancora un vero piacere andare in moto! A tal proposito vi mostriamo un video di ciò che non andrebbe fatto…

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