Diciamolo, ormai ci sono argomenti che in Italia sembrano provenire da un disco rotto, tanto essi si ripetono in modo ridondante; uno di questi argomenti è la crisi economica, che lascia il segno in tutti i settori produttivi e commerciali, senza esclusione di colpi. Il settore moto non è immune da questo, ed i dati diffusi dall’Associazione Nazionale Ciclo Motociclo Accessori, l’Ancma, relativamente al mese di luglio, sono decisamente poco incoraggianti, per utilizzare un pallido eufemismo. I veicoli nuovi immatricolati nel mese di luglio hanno visto cedere sul campo di battaglia un 16,1% composto per tutti i segmenti.

A livello di dati scomposti per singoli segmenti l’unico segno di sostanziale parità rispetto allo stesso mese del 2012 viene rappresentato dalle moto, che cedono “solo” il 3%, totalizzando 6.399 nuove immatricolazioni; decisamente più desolanti i dati per scooter, con un calo reale del 20,7%, per un immatricolato di 13.716 unità, e ciclomotori, in flessione del 22,4%, per un immatricolato di 4.490 pezzi. Si parla di dati “reali” in quanto a livello “nominale” i mesi di luglio 2012 e 2013 non sono direttamente confrontabili, a causa di pesanti forniture di veicoli a Poste Italiane, ovviamente non ripetute quest’anno. Il dato “reale” rappresenta quindi il delta di immatricolazioni fra luglio 2012 e lo stesso mese del 2013, depurato dalla succitata fornitura.

Queste percentuali rappresentano abbastanza bene lo specchio di quanto avvenuto su base annua nel periodo di riferimento gennaio-luglio, ove il mercato ha registrato un -22,4% globale.

Pur sembrando un controsenso, la tendenza ribassista travolge maggiormente le fasce basse di cilindrata, cioè quelle più a buon mercato, mentre incide meno sulle cilindrate e le potenze più elevate (comunque sempre con segno “meno”), a dimostrazione che è proprio la fascia di popolazione medio-bassa, cioè quella statisticamente più rilevante per i consumi, a risentire di più della congiuntura.

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