Bella la Dakar lo è sempre stata, ed ha sempre riservato sorprese su sorprese; la più classica è il pilota che sembra dominare e che, nello spazio di 24 ore, viene scalzato senza pietà dal trono. Se poi ci mettiamo una tappa dominata dal caos, i colpi di scena aumentano…

E’ successo anche questa volta, e il “re” Joan Barreda Bort ha dovuto cedere lo scettro a Marc Coma, vincitore di tappa e nuovo leader nella graduatoria generale.

Tappa particolare la quinta, teoricamente la più lunga di tutta la Dakar, con ben 911 km, di fatto interrotta dopo 428 km totali e 221 km di speciale cronometrata, per motivi ancora tutti da sviscerare esattamente; sembrerebbe che ad un certo punto della gara, si sia creata un’eccessiva separazione fra i partecipanti dovuta al disorientamento di parecchi piloti, già visto in misura minore nella frazione di ieri, tanto che al check di controllo hanno iniziato ad arrivare veicoli da ogni direzione, in un pericoloso coacervo di veicoli a due e quattro ruote. Si è deciso pertanto di interrompere le ostilità. Certamente bisognerà approfondire il motivo di questa situazione incredibile.

Come non bastasse, Farres e Goncalves hanno visto andare a fuoco le proprie moto, mentre Barreda Bort e Lopez hanno rischiato di non arrivare alla fine del segmento per carenza di carburante; per finire, Cyril Despres, in questa edizione non positiva per lui, deve tentare una riparazione alla propria moto, afflitta di problemi meccanici.

Risultato finale: Coma vince la tappa e conquista il primato nella generale, scavalcando Barreda Bort, oggi giunto a ben 44 minuti di distacco.