Questa Dakar 2014 è un inno allo sport ed un piacere per chi, come me, ne racconta le cronache. Ogni giorno ci sono colpi di scena, epiche battaglie per la vittoria finale e per i propri successi personali, e la decima tappa ne è il manifesto.

Manifesto di chi, nonostante le difficoltà, nonostante il distacco difficile da recuperare e l’avversario sia un mostro sacro del tipo di gara, si batte senza perdersi d’animo; il mostro, ovviamente, è Marc Coma, l’inseguitore indomito Joan Barreda Bort. Lo spagnolo, nella frazione da Iquique ad Antofagasta, vince e prova a riaprire di forza il discorso sul successo finale della Dakar 2014, pur guadagnando relativamente poco, 11 minuti, su Coma, il quale in una graduatoria molto compatta termina quinto.

La decima tappa è però il manifesto anche di un grande Campione, Cyril Despres, che arriva terzo e prosegue nella sua emozionante rincorsa al podio in classifica generale, dopo essere sprofondato in posizioni che parevano rendere incolmabile il gap rispetto ai primi della classe. Classe, coraggio, acume tattico e forza d’animo nel non lasciarsi andare, giorno dopo giorno, hanno permesso al pilota francese di salire un gradino alla volta la generale, trovandosi oggi a soli 26 minuti dal podio.

In lizza per il podio anche Oliver Pain, quarto di tappa, a soli 14 minuti da Jordi Viladoms, ad oggi “medaglia di bronzo”, Helder Rodrigues, secondo di tappa e distante 21 minuti e Kuba Przygonski, a 27 minuti da Viladoms. Mancando tre tappe i giochi sono più aperti che mai!

Incidente senza gravi conseguenze, ma tali da costringerlo al ritiro, per il bravo Jeremias Israel Esquerre, che finora aveva sempre ben figurato, e che al momento della caduta stava combattendo per la vittoria di tappa con Barreda Bort.