Dopo l’articolo di ieri sul Defend Life, mi sono chiesto se esistano ancora paradisi per i motociclisti, dove sia possibile divertirsi senza correre grossi rischi, nè per l’incolumità di alcuno, nè per a patente…Dopo svariate ricerche di questi paradisi (ce ne sono, e di interessanti, prossimamente ve ne renderò conto) mi sono trovato a pensare a due soluzioni “estreme”, nel senso che si collocano proprio agli estremi: circuiti e…videogames!

Già, i videogames…E’ vero, direte voi, vogliamo mettere con delle belle derapate fra i cordoli o con un ritemprante giro sui monti della nostra bella Italia? Naturalmente no, però la realtà virtuale presenta alcuni vantaggi non da poco, tra i quali: si può esagerare di gas, si può uscire di pista senza un graffio, distruggendo costosissimi gioielli della tecnologia, andare a prendere a carenate Dovizioso senza far inc….. Vittoriano Guareschi, insomma una serie di meschinità assortite! Oppure a voler fare i seri si può utilizzare il supporto informatico per conoscere piste che si andranno a visitare, avere un’idea di come gestire traiettorie e punti critici, per capire se un certo circuito è più o meno adatto alle nostre caratteristiche prima di andare a consumare un treno di gomme reali senza poi divertirci come ci saremmo aspettati. Il tutto comodamente in poltrona mentre fuori piove, nevica, grandina, e tira una bora a 130 km/orari.

Detto questo è interessante il titolo della casa italiana Milestone, ovvero MotoGP 13, che come suggerisce il nome stesso permette di partecipare al Campionato Mondiale MotoGP, Moto2 e Moto3, potendo contare sul crisma dell’ufficialità, per quanto riguarda nomi dei piloti, scuderie e circuiti. Come si conviene ad ogni simulazione che si rispetti è ovviamente possibile sostituirsi con un proprio nickname e proprie configurazioni cromatiche ad uno qualsiasi degli “ufficiali”.

Le modalità di gioco sono svariate, si va dalla gara singola che permette di fare una competizione spot senza troppi preamboli, passando per il Campionato, dove si decide in quale categoria gareggiare per l’intera stagione (o anche parte di essa, a scelta), fino ad arrivare alla parte libidinosa, ovvero la Carriera, dove si è obbligati a partire in Moto3 e salire le graduatorie, come un qualsiasi rookie.

Questo è solo l’inizio, in quanto tutto è settabile, dal clima alle caratteristiche dinamiche della moto, e oltretutto le moto delle varie categorie, oltre alle ovvie differenze prestazionali, rivelano anche un comportamento peculiare di comportamento su pista.

Il tutto condito da ottima grafica e piacere di guida, benchè ci siano da fare dei perfezionamenti sia in termini di realismo puro che di fluidità d’azione in caso sia richiesta molta grafica (ad esempio quando il gioco deve gestire la presenza di molti piloti in contemporanea, tipicamente dopo la partenza).

Nel complesso ad ogni modo un bel prodotto.

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